Kalašnikov & Champagne

il diario di Carlo Barzuck

23 giorni senza scrivere. 23 giorni di silenzio. silenzio colpevole, come il vostro.

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Memoria quotidiana

Ci si ricorda di loro due volte l’anno: il 23 maggio e il 19 luglio. Una colonna sull’autostrada all’altezza di Capaci, un albero a Via d’Amelio sul luogo dell’attentato. Quest’anno il ventennale: pagine e pagine di giornali. Retorica e demagogia. Rubriche, speciali televisivi, approfondimenti. E il girono dopo? Tutto come prima. Memoria corta, troppo corta. L’esempio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino va seguito ogni giorno.

Senza sosta

San Catello oggi ha sfilato e non s’è fermato. E’ la prima volta che accade.
Di solito, durante la processione, la statua del patrono di Castellamare di Stabia si fermava davanti alla casa del boss.
Il boss usciva sul balcone, salutava la folla, pregava il Santo e rientrava in casa.
Quasi una legittimazione. Dio e la Legge che omaggiano il vero padrone di queste terre.
Quest’anno però è andata diversamente.  Merito di Municipio  e Curia che hanno avuto il coraggio di dire “basta”.
E il primo cittadino, l’ ex magistrato Luigi Bobbio, esulta e spiega: “E’ una vittoria delle Istituzioni: giorni fa, con il vescovo,  avevamo concordato una strategia tale da consentirci di prendere, se necessario, all’unisono le decisioni consequenziali. La Curia ha parlato con i portatori e la Statua quest’anno non si è fermata sotto il noto balcone”.
Durante la processione, un uomo dello staff del sindaco è stato minacciato di morte dai soliti noti.
La Camorra ringhia ma se si risponde uniti, piega il capo e obbedisce.

34 anni dopo

“Appartiene al tuo sorriso
l’ansia dell’uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un po’ di attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore”.

Così scriveva Peppino Impastato ucciso dalla mafia a Cinisi (Pa) il 9 maggio del 1978.
“E’ fondamentale che si faccia luce sui tanti buchi neri relativi a questa vicenda”. Così scrive oggi il presidente della Commissione Crim del Parlamento Europeo.

Dopo 34 anni, sulla morte di Peppino Impastato non c’è ancora una verità giudiziaria.

Il bianco e il nero

Frediano Manzi è il fondatore di Sos racket e usura. Nata nel 1997, l’associazione offre sostegno a imprenditori e commercianti vittime delle estorsioni.
Manzi è uno che ci crede: proprio venerdì è sceso dalla torre dell’acquedotto di Garbagnate Milanese dove era salito 48 ore prima. Manzi era insieme a due imprenditori lombardi che protestavano perché abbandonati dallo Stato dopo aver denunciato la ‘Ndrangheta.
Tre giorni fa il fratello di Frediano, Silvio, è stato arrestato. E’ la seconda volta, la prima risale al 1996.
E l’accusa è sempre la stessa: estorsione.

La casa degli orrori

”Questa palazzina gronda di sangue”. Un’intercettazione agghianciante. Il mafioso Pietro Mansueto parla al telefono con la sorella, la polizia ascolta. ”Io a quello me lo devo togliere davanti – dice – casomai lo metto dove stanno gli altri, tra i carciofi e gli sparacelli”. L’edificio di cui parla l’uomo delle cosche si troverebbe a Tommaso Natale, un quartiere di Palermo. La procura indaga, vuole capire se si tratta di un cimitero della mafia, uno dei tanti.

C’è da vergognarsi

“Vado a trovare regolarmente Cuffaro in carcere e non me ne vergogno”. Lo ha detto il leader dell’UDC, Pierferdinando Casini.
“La mafia non strangola i suoi clienti, si limita a chiedere il pizzo”. Lo ha detto il comico genovese Beppe Grillo.

L’ex presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, sta scontando una pena a sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia.
Emanuele Piazza era un poliziotto, nel 1990 Cosa Nostra lo ha strangolato e sciolto nell’acido a Capaci, a poche centinaia di metri da dove due anni dopo è stato assassinato (sempre dalla mafia) il giudice Giovanni Falcone.

Forse qualcuno deve proprio vergognarsi…

Mafia vince, banco perde

Gira un sondaggio che mette i brividi. Uno studio commissionato dal “Centro Pio La Torre” sui giovani e la percezione che hanno della Mafia.
Solo il 23,7% degli studenti italiani pensa che la Mafia possa essere definitivamente sconfitta dallo Stato.  Alla domanda: chi è più forte tra Stato e Mafia? Il 49,90% (la metà!!) pensa che sia più forte la mafia.
E nonostante questo, solo il 41% ritiene che la Mafia sia un ostacolo al proprio futuro.
Forse chi ci governa dovrebbe ripartire da questi numeri e costruire un paese sano. Con meno paura e più futuro.

Non c’è pace nemmeno per i morti

Sabato scorso a Petilia Policastro hanno ammazzato un ragazzo per strada.
Si chiamava Valentino Vona, aveva 25 anni e lo hanno ucciso in un modo orribile e spettacolare.
Gli hanno prima sparato e poi spaccato il cranio con una accetta. Lo stile ricalca quello dei narcos messicani.
Oggi il questore di Crotone ha vietato i funerali pubblici di Valentino.
Il corpo, dopo l’autopsia, è stato riconsegnato alla famiglia che dovrà ora provvedere alle esequie in forma strettamente privata.
E’ troppo pericoloso fare un funerale per strada durante una guerra di ‘ndrangheta.

Viva la radio viva!

Radio Siani è on air, sta trasmettendo sulle sue frequenze web, in studio c’è una scolaresca di Taranto giunta fino a  Ercolano per ascoltare quei ragazzi che lottano contro la camorra tutti i giorni con strumenti semplici: microfono, mixer, idee, cuffie, amore per il proprio paese, e coraggio.
All’improvviso compare lui, F.S.
E’ appena uscito di galera, secondo i Carabinieri è un affiliato al clan Birra-Iacomino. Punta il dito contro i ragazzi di Radio Siani.
Minaccia, insulta, promette vendetta.
La sede della web radio è in Corso Resina. Un tempo era la casa di un esponente del clan. E’ stata confiscata ed ora è un’importante voce contro il cancro che si mangia queste terre.
I ragazzi di Radio Siani non si sono scomposti e hanno fatto l’unica cosa da fare: chiamare i Carabinieri.
E così F.S. se n’è tornato là da dove veniva: in galera.
“Continueremo tranquillamente la nostra attività, andremo avanti nel nostro impegno per la legalità” hanno detto le voci di Radio Siani. E hanno aggiunto: “Anzi, stiamo pensando di arricchire il palinsesto”